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Il progetto “Il sangue dell’Africa” nasce nel gennaio del 2006 con la finalità di sensibilizzare l'opinione pubblica su una delle peggiori piaghe del nostro tempo: i bambini soldato, e di raccogliere fondi da devolvere all’Associazione Onlus non governativa “Anthropos” di Garlasco (Pavia), impegnata da tempo nella costruzione di una scuola nella regione più povera del Sud Sudan. L’iniziativa coinvolge artisti e addetti ai lavori provenienti da tutta Italia che, a titolo gratuito, si sono resi disponibili a dare una mano per la buona riuscita del progetto.
Per prima cosa, verrà registrata la canzone “Il sangue dell’Africa” scritta dal promotore dell’iniziativa, Alessio Santacroce, che vedrà la partecipazione di nomi noti della musica italiana come Heron Borelli (Febo nel Notre Dame de Paris di Cocciante), Luca Nesti, La Quarta Via ed altri.
Successivamente, un regista realizzerà il videoclip della canzone utilizzando immagini che mostrino la situazione attuale che si vive nell’Africa nera devastata dalle guerre civili, dall’Aids e dalla siccità (nel video sarà sempre ben visibile il numero di conto corrente dell’Associazione Anthropos sul quale gli spettatori potranno effettuare i versamenti).
Contemporaneamente, la fotografa ligure Monica Bani (collaboratrice della rivista Digital camera magazine) preparerà un book fotografico sull’argomento da presentare durante le sue esposizioni, anche nelle scuole.

L’obiettivo è quello di creare un progetto a lungo termine (niente di critico o con date di calendario martellanti) che, grazie all’aiuto di associazioni culturali come “Il baluardo” di Milano, si manifesti nei confronti della gente con proiezioni di filmati, concerti, mostre fotografiche e distribuzione di materiale informativo.

 

sdaCollaboratori
  • Claudia Gazineo - giornalista de “La Nazione” (Livorno)
  • Monica Bani - fotografa (La Spezia)
  • Federico Gigliotti - Servizi Pubblicitari (Modena)
  • Alessio Santacroce - scrittore e chitarrista de “La quarta via” (Livorno)
  • Luca Nesti - cantautore e produttore (Agliana PT)
  • I La Quarta Via
  • Luca Ponzuoli (fonico)
  • Alessandro Gori - responsabile del sito clubcoreamaranto.com (Livorno)
  • Heron Borelli - cantante del Notre dame de Paris (Modena)
  • Leo Baldelli - grafico (Anghiari)
  • Angelo Maiello - web master (Padova)
  • Alaimo Katiuscia - Tv reporter
  • Barbara Grossi - speaker Telecentro (Livorno)
  • Alessandro (Isa) Ponzuoli - cantante de "La Quarta Via" (Livorno)
  • Marco Giangualano - Regista (Genova)
  • Alessandra Tagliafico - Promoter (Genova)
  • Silvia Vassale per le fotografie (La Spezia)
  • Maurizio Dall'Oglio per le immagini video (Brescia)
  • Sergio Gelli per le fotografie - LVIA (Torino)
  • Micaela Antozzi - web designer (Genova)
  • Ennio Corti - Pittore
  • Gian- protagonista della terza edizione di Amici
  • Giordano Gambogi - ex vocalist dei Ladri di Biciclette e interprete del gobbo nel notre dame de paris
  • Daniele Gatti - attore del teatro stabile di genova
  • Michela Pagani - Bar "Mariposa"
  • Ivana Soncina per le fotografie (Brescia )

Un particolare ringraziamento a:

  • Teatro della Tosse - Genova
  • IRIS Studio Recordiing - Stagno (LI)
  • Istituzione "Clara Schuman" - Collesalvetti (LI)
  • Elvis' Fan Club - Stagno (LI)
  • Centro Missionario Diocesano La Spezia - Sarzana - Brugnato

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sdaIl Progetto

La realtà che ognuno di noi può vedere è soltanto ciò che ognuno di noi si rappresenta, quindi può essere diversa per ogni soggetto.
Certamente è cosa diversa prendere coscienza di una realtà vista alla televisione - già mediata dal regista e dall’operatore - rispetto a quella che ci si fa leggendo sommari resoconti giornalistici a loro volta mediati dalla cultura e dalla personalità del giornalista.
La realtà a cui presteremmo maggior fiducia sarebbe certamente quella che potremmo costruire mediante esperienza diretta ma, naturalmente, non è alla portata di tutti poter visitare e toccare con mano luoghi così lontani e quasi inaccessibili come il Sud-Sudan.
Quella che vi vogliamo rappresentare e di cui vi dovrete accontentare è, quindi, “la nostra” realtà, quella da noi percepita visitando i territori sud-sudanesi nel febbraio del 2004 nell’imminenza della firma della pace tra il governo ufficiale di Khartoum e l’S.P.L.A., l’esercito di liberazione del Sud-Sudan.

Il Sud-Sudan
La realtà da noi percepita e vissuta in quei territori è una realtà che abbiamo faticato non poco a ritenere appartenente al millennio che stiamo vivendo o anche a quello immediatamente precedente.
Entrare in territorio sud-sudanese è stato come immergersi improvvisamente nella vita di diverse migliaia di anni addietro.
Una realtà dove i bisogni da appagare - e ben lungi dall’esserlo - sono ancora quelli primari del cibo, dell’acqua, della salute, della sicurezza.
Dove lo scambio dei beni avviene ancora con il sistema del baratto.
Dove non esiste alcuna norma di legge scritta ma vigono gli usi e le consuetudini tribali.
Dove i termini democrazia e diritti umani non sono altro che parole vuote, termini sconosciuti, parole che non rappresentano una conoscenza condivisa.
Sud-Sudan, un paese grande due volte l’Italia dove non esiste produzione di beni di alcun tipo e men che meno destinati allo scambio.
Dove non esiste una sola strada che sia tale e non pista.
Dove non esiste un distributore di benzina, un riparatore d’automobili, un negozio di ferramenta, una centrale di produzione elettrica, un ponte.
E potremmo compilare un libro grande come l’elenco telefonico di New York di ciò che non esiste.
Più agevole allora è elencare ciò che esiste.
Esistono capanne di paglia, uomini, donne, donne incinte, bambini, ancora bambini, capre, vacche, sterco di vacca, lance, mazze, kahlasnikov, sorgo, miglio, fame, tanta fame, ancora fame, malaria, lebbra, tubercolosi, ex-bambini-soldato, vedove, orfani, qualche vecchio e poco d’altro.
E’ in questo contesto che le poche Organizzazioni Non Governative e le missioni presenti sul territorio operano per gettare il seme dello sviluppo.

e Anthropos?
E’ in questo contesto che abbiamo ritenuto di poter essere di concreto aiuto decidendo di finanziare la costruzione di aule scolastiche e, possibilmente, un’intera scuola con la convinzione che questa sia, insieme alle esigenze sanitarie, una priorità assoluta.
Il Sud-Sudan decolonizzato nel 1956 si è bruciato due generazioni in guerra (che ha prodotto oltre 2 milioni di morti e 4 milioni di sfollati) ed ora i giovani non conoscono più nemmeno le attività tradizionali avendo imparato soltanto a sparare, ad uccidere ed a cercare di sopravvivere.
L’unica vera possibilità di sviluppo riteniamo possa nascere dalla conoscenza.
Dall’istruzione può giungere quel minimo di sapere e di saper fare che potrà permettere loro di iniziare le attività economiche dei tempi di pace e, si spera, un percorso di democrazia.
Dall’istruzione di base può nascere anche la possibilità - per gli intelletti migliori che non mancano affatto - di proseguire gli studi per diventare infermieri, medici e insegnanti, figure ora totalmente assenti nell’ambito delle popolazioni autoctone

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La costruzione di aule ed intere scuole è sufficiente?
La risposta è ovviamente NO.
A che servirebbero le aule se non vi fossero insegnanti e organizzazione?
E, ancora, a che servirebbe tutto ciò se non vi fosse la possibilità di avere una ragionevole certezza di sostenibilità nel tempo?
A nulla!
Ma non è certamente questo il caso nostro.
Le aule (o la scuola), che grazie all’impegno di tutti andremo a finanziare e costruire, saranno affidate “alle mani” sapienti ed esperte della diocesi cattolica di Rumbek guidata dal vescovo Monsignor Cesare Mazzolari che insieme ai suoi missionari sostiene quelle popolazioni da oltre vent’anni.
Le aule da noi finanziate andranno a sostituire quelle attualmente esistenti, provvisorie, fatiscenti e precarie consistenti in capanne di paglia e fango, che si sbriciolano in continuazione a causa dell’attacco continuo delle termiti e degli elementi naturali.

La nostra scuola
Ogni costruzione consisterà di 2 aule per una capienza di 30/35 scolari cadauna.
Il ciclo di studi primari previsto in Sud-Sudan è di 8 anni, pertanto una piccola scuola potrebbe consistere in 4 costruzioni contenenti complessivamente 8 aule, quindi un ciclo completo per una capienza totale di circa 250/300 scolari.
I materiali da costruzione previsti sono: ferro per l’intelaiatura del fabbricato e mattoni per i muri.
Pure di ferro saranno le porte mentre in lamiera ondulata verrà prodotta la copertura.
Tutti i materiali dovranno essere importati via terra dal Kenya o dall’Uganda percorrendo su camion migliaia di chilometri con una più che consistente incidenza sul costo totale.
Un beneficio aggiunto rispetto alla costruzione delle aule scolastiche è anche la possibilità di utilizzo (con esclusione dei tecnici che dovranno essi pure provenire dal Kenya o dall’Uganda) di manovalanza locale che avrà in questo modo la possibilità di poter fruire di un reddito spendibile.
sdaI versamenti del denaro necessario alla costruzione verranno da noi effettuati mediante bonifici bancari alla Diocesi di Rumbek in tranche di 5.000 $ nei tempi che ci saranno consentiti dalle disponibilità finanziarie sino a completo saldo dell’impegno assunto.
I lavori verranno eseguiti sotto la direzione della Diocesi che ne garantisce il risultato così come ne garantisce la continuità nel tempo con la fornitura e retribuzione degli insegnanti.
Al termine dei lavori su tutti i fabbricati verrà affissa una targa permanente e indelebile della nostra organizzazione ed all’inaugurazione saremo presenti per la verifica della bontà del risultato ottenuto.
Di tutto ciò verrà data comunicazione a tutti i donatori che avranno contribuito all’ottenimento del risultato.
Allo stato attuale, ubicazione delle costruzioni e consistenza totale della spesa prevista sono ancora oggetto di analisi da parte nostra e della Diocesi e saranno precisate quanto prima in questo progetto.

Claudio Zaninotto

Per elargizioni in favore di questo progetto,
versare mediante

c/c/postale n. 37010527 intestato ad Associazione Anthropos Onlus

oppure Bonifico Bancario sul c/c/bancario n. 372094 - Banca
Mediolanum cab 34210 abi 03062 - intestato ad
Associazione Anthropos Onlus

oppure Bonifico Bancario sul c/c/banc. n. 100000004656 (7 zeri)
Banca SANPAOLO IMI Spa Filiale di Garlasco C.so Cavour 172 27026 GARLASCO - PV Cab: 55880 Abi: W 01025, intestato ad
Associazione Anthropos Onlus

Causale: Progetto Scuole Sud Sudan

Info sul 5 per mille

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